Błoto – Kwasy I Zasady (Astigmatic Records, 2021)

[2732 battute]

Dovevano essere solo un progetto estemporaneo partorito in una notte di session improvvisate al Maska Studio di Gdańsk, un diversivo incastrato alla bell’e meglio in un trittico di date del gruppo madre EABS. Invece, nel giro di appena un anno e mezzo, i Błoto sono stati investiti da una risposta critica e commerciale senza precedenti, molto superiore al pur trasversale apprezzamento che gli EABS avevano riscosso nella sempre ricettiva scena jazz polacca: merito di un esordio, Erozje (2020; 75/100), capace di fornire una personale reinterpretazione politica del jazz-hop d’oltreoceano e, soprattutto, di un grande sophomore a breve distanza, Kwiatostan (2020; 82/100), che entro i non-confini dell’improvvisazione (quasi) strumentale ampliava notevolmente lo spettro sonoro del quartetto, oscillando incessantemente fra onirismi melodici, ibridazioni ritmiche e tumultuose volate free. Primo di quattro (!) nuovi LP promessi per i prossimi mesi, il terzo Kwasy I Zasady cerca ora di capitalizzare sui frutti già maturati, per la prima volta con alterne fortune.

Un presupposto: se un neofita volesse penetrare nel multiverso-Błoto in perenne espansione e non sapesse da dove iniziare, come punto di partenza mi sentirei di consigliare proprio Kwasy I Zasady. Non lo si veda come un paradosso, per almeno due motivi: non solo il materiale ivi contenuto è tra i più accessibili della finora limitata discografia dei Błoto, ma la qualità generale della proposta, una volta approcciato il suo capitolo più disomogeneo, è destinata inevitabilmente a crescere. Intendiamoci: non che Kwasy I Zasady non contenga grandissimi numeri. Oltre alle spericolate traiettorie free-noir-jazz dell’opener Chryja, entusiasmano molti segmenti in cui più evidente si fa la compenetrazione sintetico-analogica fra strumenti: metronomico è, ad esempio, il groove felpato di Hipokryzja, di grande suggestione i disarticolati fraseggi di sax che bucano la coltre cannabinoide di Mitomania, personalissima la lettura della lezione trip hop in Autentyzm (un hard boiled al ralenti glassato da finti theremin e campane tibetane) e convincente la chiusura cinematica di Umiar (Alfa Mist suonato da Dale Cooper Quartet & The Dictaphones).

In mezzo al mix, tuttavia, finiscono anche episodi di caratura chiaramente minore, più per realizzazione che per loro ideazione: il poliziesco cripto-trap di Prostactwo (un po’ dozzinale), la prolissa space-fusion di Prostota (priva di un chiaro centro endoforico) e lo strano intermezzo library-hop di Prawda (idea curiosa ma irrisolta).

Esuberante ma non sempre a fuoco, Kwasy I Zasady compensa la sontuosa per quanto più tradizionale rilettura di Sun Ra proposta a fine 2020 dagli EABS. Suggerito l’ascolto in tandem.

Tracklist: Chryja • Prostactwo • Hipokryzja • Farmazon • Mitomania • Ignorancja • Autentyzm • Prostota • Pokora • Prawda • Umiar

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69/100

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