Orange Combutta – Vol.pe I (IRMA Records, 2020)

[2216 battute]

Retrospettivamente parlando, non ha avuto troppa fortuna l’ambizioso progetto Orange Combutta, inizialmente nato come power trio e in seguito, seguendo un’intuizione del batterista Giovanni Minguzzi, trasformatosi in un collettivo aperto di stanza a Bologna in cui far alternare turnisti di lusso (oltre ad un nutrito manipolo di musicisti jazz, spiccano i nomi di Paolo Raineri degli Ottone Pesante e di Vincenzo Vasi degli OoopopoiooO), a loro volta affiancati dal producer Mattia Dallara e dal buon flow di MYK L aka Michele Ducci dei M+A. Un complesso di cause interne (l’oggettiva difficoltà di coordinazione tra membri fissi ed aggiunti) ed esterne (l’abbattersi della pandemia; la concorrenza, finanche involontaria, di cantieri artistici dai simili presupposti metodologici, come Apocalypse Lounge) ha forse tarpato le ali ad un pur buonissimo disco come Vol.pe I, cui oggi, con colpevole ritardo (ma con la speranza di future evoluzioni positive), dedichiamo un doveroso per quanto limitato spazio.

Cut’n’paste, sovrapposizione, stacco, cambio di prospettiva: Orange Combutta si diletta con le regole di trasformazione postmoderne, quasi fosse un Cowboy Bebop sotto anfetamine o un Flying Lotus della provincia imperiale. Dal soul-hop ucronico di Dunthe (con irresistibile riff funk portante e stratificato arrangiamento cinematico) al fonosimbolico e retro-orchestrale trip hop di Into The Woods (con la tromba in sordina di Raineri e il theremin di Vasi a simulare un humming femminile), dal caldo groove thundercatiano di Combutta Cares sporcato da jingle stonati e chitarre distorte alla retro-fusion vaporwavizzata di 019, dall’elegante lounge jazzata di Senguta Theme alla schizofrenica cavalcata electro-tex mex di LCELAM (con intermezzo d’organo), Vol.pe I è un disco frizzante e imprevedibile, che – a dispetto della breve durata – sembra quasi dotato d’infinita ricorsività.

Non tutto è sempre a fuoco (il soul hauntologico di Zero Kappa, ad esempio, ha stampata in fronte l’influenza dei cLOUDDEAD; il disfacimento plastico dell’arrangiamento urban di Orange Combutta un po’ gratuito), ma pensare che una produzione del genere sia italiana non può non inorgoglire l’ascoltatore ricettivo.

Aspettiamo il prossimo.

Tracklist: Dunthe • Into The Woods • Zero Kappa • Combutta Cares • Orange Combutta • 019 • Senguta Theme • Bear (Tha Cheeney) • LCELAM • AAA

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70/100

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